Efesto | |
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Efesto dona a Teti le armi che ha forgiato per Achille in una kylix a figure rosse (490-480 a.C.) | |
Nome orig. | Ἥφαιστος (Hḗphaistos) |
Lingua orig. | greco antico |
Caratteristiche immaginarie | |
Sesso | Maschio |
Luogo di nascita | Olimpo |
Affiliazione | Dei olimpici |
Efesto (in greco antico: Ἥφαιστος?, Hḕphaistos) nella mitologia greca è il dio del fuoco, delle fucine, dell'ingegneria, della scultura e della metallurgia.
Era adorato in tutte le città dell'antica Grecia in cui si trovassero attività artigianali, specialmente ad Atene (dove aveva sede il tempio omonimo). Nell'Iliade, Omero racconta di come Efesto fosse piuttosto brutto e di carattere volubile, ma con una grande forza nei muscoli delle braccia e delle spalle, e di avere una tale abilità artigiana per cui tutto ciò che faceva era di un'impareggiabile perfezione. La sua grande fucina si trovava nelle viscere dell'Etna e di altri vulcani, dove lavorava insieme ai suoi ciclopi, i cui colpi sulle loro incudini e il loro ansimare faceva brontolare i vulcani e il fuoco ne arrossava, straripando, le cime. I suoi simboli sono il martello da fabbro, l'incudine e le tenaglie. In qualche rappresentazione è ritratto con una scure accanto. Nella mitologia romana una figura divina simile ad Efesto era il dio Vulcano.