La giustizia sociale si riferisce all'obiettivo di realizzare una società che sia giusta e bilanciata in termini di distribuzione della ricchezza, delle pari opportunità e dei privilegi e in cui ogni individuo vede i suoi diritti riconosciuti e protetti.[1] La giustizia sociale assegna diritti e doveri nelle istituzioni della società, il che consente alle persone di ricevere i benefici e gli oneri fondamentali della cooperazione. Le istituzioni competenti spesso includono la tassazione, la previdenza sociale, la sanità pubblica, la scuola pubblica, i servizi pubblici, il diritto del lavoro e la regolamentazione dei mercati, per garantire la distribuzione della ricchezza e le pari opportunità. Per controparte, gli individui devono partecipare a mantenere la cooperazione sociale stabile, per dovere.[2]
Le interpretazioni che mettono in relazione la giustizia con la società sono mediate dalle differenze nelle tradizioni culturali, alcune delle quali sottolineano la responsabilità individuale nei confronti della società e altre l'equilibrio tra l'accesso al potere e il suo uso responsabile.[3] Quindi, la giustizia sociale viene invocata oggi reinterpretando figure storiche come Bartolomé de las Casas, nei dibattiti filosofici sulle differenze tra gli esseri umani, negli sforzi per l'uguaglianza di genere, etnica e sociale, per difendere la giustizia per i migranti, i detenuti, l'ambiente e i disabili fisici o mentali.[4][5]